IN BREVE
S è un progetto che investiga la relazione tra corpo danzante e volo dei droni. In scena un danzatore e due quadricotteri sviluppano una partitura di interconnessioni che procedono verso la smagnetizzazione del radicamento al reale. Attraverso la coreografia, S si propone di creare un’evoluzione di eventi che si distanzino dalla razionalità, immergendosi in situazioni stravaganti, ironiche, astratte e fantasiose. Il drone, con i suoi suoni evocativi e i movimenti che ricordano il volo degli insetti o delle macchine volanti, diventa una “bestia tecnologica” che interagisce con il corpo umano come creatura onirica. Questa interazione permette di superare il controllo del razionale e lasciare che la creatività emerga attraverso pratiche che incoraggiano l’emersione di un’inaspettata coscienza collettiva.
PUNTO DI PARTENZA
La relazione tra corpo umano e tecnologia è un campo di studio che si è evoluto rapidamente negli ultimi decenni. La tecnologia è diventata parte integrante della nostra vita quotidiana e ha avuto un impatto significativo sul modo in cui percepiamo, interagiamo e sperimentiamo il nostro corpo. Attraverso dispositivi come smartphone, visori, impianti medici avanzati, la tecnologia ha fornito nuovi modi per monitorare il nostro corpo. Inoltre, gli sviluppi nella realtà virtuale e aumentata hanno aperto nuove possibilità per l’esplorazione sensoriale e la creazione di esperienze immersive che coinvolgono il corpo in modi innovativi.
CORPO UMANO / CORPO TECNOLOGICO
Tuttavia, la relazione tra corpo e tecnologia va oltre l’aspetto puramente funzionale. La tecnologia ha il potenziale per ampliare le nostre capacità fisiche e cognitive, offrendo strumenti per l’espressione creativa e l’esplorazione artistica. E questo è il caso di S che costruisce la sua dialettica compositiva nella relazione tra corpo e drone, nella ricerca di una nuova connettività emozionale con gli spettatori.
La relazione tra corpo umano e drone rappresenta un’interessante convergenza tra la tecnologia e la sfera artistica. Il drone, come una “bestia tecnologica”, acquisisce una presenza quasi vivente quando entra in relazione con il corpo umano, attraverso i suoni che emette e i movimenti che compie, che ricordano il volo degli insetti o di macchine volanti. Il progetto investiga la relazione tra drone, corpo e l’ambiente circostante e va a tratteggiare un’esperienza immersiva che coinvolge i sensi e sfida la percezione tradizionale del reale.
Il progetto esplora come il corpo umano e la tecnologia del drone si influenzano reciprocamente, creando un’esperienza che va al di là del puro movimento dell’uno e dell’altro e che invita il pubblico a riflettere sulla natura della coscienza, della percezione e dell’interazione umana con il mondo tecnologico.
Un drone FPV è una macchina dal funzionamento semplice, vola e osserva l’ambiente circostante ma viene caricato di potenziale espressivo dall’intenzione che il pilota imprime nel movimento, in questa maniera lo rende “vivo” agli occhi di un osservatore. La danza può essere vista come uno strumento che il corpo umano usa per elevare la propria presenza nello spazio, per portarla oltre un livello di base e dunque fare esperienza del mondo oltre la normale percezione del reale.
LA MATRICE SURREALE
La creazione del movimento è direttamente ispirata dalle pratiche surrealiste che a inizio Novecento diedero vita a esperienze creative di singolare bellezza, il sogno e la fantasia sono gli scenari di partenza da cui il progetto prende forma: la struttura delle azioni si è definita in base alle esplorazioni svolte in fase di residenza. L’obiettivo del progetto è di creare un’evoluzione di eventi sempre più distanti dalla razionalità, che affondino in situazioni stravaganti, ironiche, astratte, fantasiose. Corpo e drone interagiscono come creature oniriche, scavalcano il controllo della ragione e lasciano che la creatività li attraversi tramite pratiche che incoraggiano l’emersione del subconscio. Il drone diventa uno strumento attraverso il quale il corpo umano può esplorare dimensioni performative oltre i confini della realtà tradizionale. I movimenti del drone possono essere coreografati insieme alla danza umana, creando un dialogo sinergico tra l’espressione fisica del corpo e la tecnologia. Questa interazione tra corpo umano e drone amplifica l’esperienza performativa, portando il pubblico in un viaggio dinamico e coinvolgente. La presenza del drone crea uno spazio di tensione e connessione emotiva, in cui il pubblico viene trasportato in un mondo inatteso.
CREDITS
Di e con
Lorenzo Morandini
Pilota FPV
Musica e suono
Sound engineer
Consulenza drammaturgica
Costumi e attrezzeria
Disegno luci e cura tecnica
Produzione
NINA
Con il sostegno di
Armunia, Oriente Occidente, Teatro Comunale Città di Vicenza, RedSapata Tanzfabrik, Asfo Cornalin, MoMofficina, Centrale Fies, SIAE nell’ambito del bando Per Chi Crea
Anno
2024
Durata
50′
Foto di Giulia Lenzi
Time Line del progetto S










